Non so
dire quale č stato il momento in cui ho capito che la danza
stava entrando nella mia vita come sua parte “dolce ed essenziale,
travolgente e totalizzante”.
Forse è stata la musica orientale che ascoltavo ogni tanto
e che sin dalle prime note faceva vibrare qualcosa nel mio profondo..
come se qualcuno mi chiamasse… qualcuno o qualcosa che risvegliava
in me un’ enorme quantità di energia pronta a esplodere,
sprigionarsi, volare fuori.
Passavano gli anni e, tramite la danza, mi avvicinavo sempre di più
alla cultura orientale.
Quel richiamo continuava a farsi sentire, a volte cosi intensamente,
da farmi rimanere sconcertata e turbata.
Leggevo tantissimo, di tutto, su tutto… in un “continuo”
che prosegue ancora oggi intensamente.
Ho fatto conoscenza con sei lingue diverse ma sono stata da sempre
affascinata dalla ricchezza espressiva e profonda delle lingue orientali.
Appena possibile ho iniziato a frequentare un corso di danza del
ventre, lavorando sodo, allenandomi per ore e ore, tutti i giorni.
Ho partecipato a varie gare; quelle nazionali nel 2004
(arrivata sesta), i mondiali in Russia nel 2004 (arrivata ai
quarti di finale), i campionati regionali (2005), la coppa
Italia (2005).
Ma le gare non mi bastavano e nel frattempo continuavo ad approfondire
i miei studi.
Il richiamo della danza e delle sue profonde implicazioni culturali
e sociali persisteva, così continuavo a cercare, ri-cercare,
studiare, scoprire…
Ad un certo punto è stato inevitabile il contatto con coreografi
e danzatrici universalmente riconosciuti in Oriente, specialmente
nel fascinoso e mitologico Egitto, ritenuto, a ragione, la
vera Patria dell’ arte della danza del ventre mediorientale.
Studiavo e crescevo, lavorando e imparando con Aida Hassan,
Aida Nour, Zaza Hassan e Raquia Hassan, scoprendo
una infinità di cose e di particolari della danza che risultarono
determinanti soprattutto, grazie al metodo appreso, per continuare
nel lavoro di ricerca, di scoperta e di perfezionamento quotidiano.
La danza del ventre è un arte attraverso la quale mente, corpo
e anima si fondono e parlano un linguaggio unico anche allo spettatore,
specialmente se la danza è “guardata e vissuta dal vivo”;
mente, corpo e anima trasmettono emozioni e pensieri che stanno dentro
la danzatrice, avvolgono e liberano nello stesso tempo l’anima
e la sciolgono in un “unicum” con le altre anime degli
spettatori.
Linguaggi intrecciati della mente del corpo e dell’anima non
consentono malintesi e quando si sprigionano e si liberano nella danza
sono sempre ed inevitabilmente trasparenti e sinceri.
Ora so che quel forte e infinito richiamo é parte della mia
realizzazione professionale ma soprattutto è parte viva e totalizzante
della mia “Persona”; ed è per questo che mi ritengo
assai fortunata in quanto profondamente innamorata del mio lavoro.
Essere danzatrice del ventre è professione d’amore e
di vita, di cultura e di spiritualitá, di gioia e di donazione.
Quando mente, corpo e anima, fluiscono liberi e trasparenti allora
anche il mio corpo inizia a seguire e a fondersi con loro nella danza,
nell’amore per la musica, per tutto e per tutti quelli che mi
circondano, per la felicitá di vivere le cose profonde in cui
credo e per le quali credo di essere “piacevolmente” condannata
ad esistere.
Attualmente
vivo in Italia, spostandomi per il mio lavoro continuamente tra il
nord ed il sud del Paese.